Author Archives: NoiceBelowZero

PNEUMATICO Tecnica e componenti

La struttura portante del pneumatico è la carcassa e ha la funzione di resistere alle sollecitazioni provocate dalla pressione di gonfiamento, dal carico applicato e dalle forze trasmesse tra pneumatico e terreno, siano esse verticali, laterali o longitudinali, contribuendo al confort di marcia e all’uniformità di rotolamento.

La carcassa è formata da più tele sovrapposte e incrociate le une rispetto alle altre (struttura convenzionale, utilizzata in origine con trama diagonale rispetto alla direzione di rotazione), oppure disposte radialmente (pneumatico radiale, struttura montata prettamente su tutte le autovetture). La tipologia può essere:

R = radiale
D = (convenzionale) diagonale, a tele incrociate
B = (bias belted) cinturato

Le tele sono di sola trama e l’ordito (molto rado a volte fatto di gomma) serve solo per reggerla insieme.

Carcassa radiale è la particolare struttura della copertura composta da una o più tele, con le cordicelle disposte in senso radiale, cioè da tallone a tallone. La deformabilità deve essere distribuita in modo opportuno e un pneumatico radiale è molto deformabile in verticale (per la bassa rigidezza dei fianchi) e molto rigido sulla circonferenza grazie alle tele di cintura. Ne deriva un elevato confort di marcia e buone caratteristiche laterali, arrivando a ridurre la resistenza al rotolamento di una carcassa convenzionale di oltre il 20%..

Nei pneumatici convenzionali, la carcassa è formata da un certo numero di tele i cui rinforzi sono posti ad un angolo di 35°/40° rispetto alla direzione di rotazione.

Nel caso dei pneumatici cinturati (una specie di categoria intermedia), un certo numero (pari) di tele viene posto sotto il battistrada con un angolo di circa 15° rispetto alla direzione di rotazione. La cintura da al pneumatico una maggiore rigidezza.

Registro delle Opposizioni

Il 19 gennaio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.R. n. 149/2018 che reca nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento ed estende la portata normativa anche alle comunicazioni commerciali effettuate mediante l’impiego della posta cartacea.

Ciascun contraente – persona fisica, persona giuridica, ente o associazione – parte di un contratto con un fornitore di servizi telefonici accessibili al pubblico per la fornitura di servizi, o destinatario di tali servizi anche tramite schede prepagate, la cui numerazione sia comunque inserita negli elenchi, può chiedere al gestore del registro pubblico delle opposizione che la numerazione della quale è intestatario o il corrispondente indirizzo postale, siano iscritti nel registro delle opposizioni.

Ci si oppone in tal modo al trattamento delle medesime numerazioni e degli altri dati personali effettuato mediante l’impegno del telefono o della posta cartacea, per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazioni commerciale.

Il D.P.R. appena entrato in vigore si inserisce nel quadro di riforma del registro delle opposizioni, tra le quali rientrerà, una volta approvato, anche il Regolamento attuativo che permetterà l’estensione del servizio a tutti i numeri riservati, cellulari inclusi.

http://www.registrodelleopposizioni.it/

SMART ROAD

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito, con il DM 70 del giugno 2018, un Osservatorio tecnico di supporto per la Smart Road per il veicolo connesso a guida automatica. Il Decreto garantirà il coordinamento istituzionale tra le diverse iniziative in ambito locale presenti e future, la sperimentazione su strada dei veicoli a guida autonoma e la promozione e gli studi sulla sicurezza.

E’ stato anche creato un logo ufficiale che contrassegnerà  le strade con qualifica a Smart Road.

 

 

Elevate: l’automobile che cammina

Elevate porta fino a 6 persone, ovunque.

E’ la concept del marchio coreano Hyundai presentata a  a Las Vegas.

Il mezzo può muoversi a quattro gambe spostandosi in ogni direzione per raggiungere le zone più irraggiungibili e fornire supporto logistico.

Combina un sistema di propulsione elettrico con gli ultimi ritrovati della robotica. Ogni ruota può muoversi indipendentemente, consentendo a questo veicolo di poter affrontare anche terreni particolarmente sconnessi e soccorrere feriti.

Il prototipo può sollevarsi da terra per superare gli ostacoli alti sino a 1,52 metri – mantenendo l’abitacolo sempre parallelo al terreno –  estendere lateralmente le proprie gambe fino a 4,57 metri e trasformarsi, in un mezzo in grado di raggiungere elevate velocità stradali.  Alla piattaforma modulare possono essere abbinate diverse carrozzerie che trasformano il mezzo in un’ambulanza, in un taxi, oppure in un veicolo di soccorso.

Leggi la fonte e l’articolo completo su Quattroruote.

Marconi Express: people mover

Il people mover

Il servizio Marconi Express,  nuovo collegamento di 5 Km tra la Stazione ferroviaria centrale e l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, consiste in un people mover su gomma, che corre su sede propria a ad un’altezza media dal piano di campagna di circa 6-7 metri.

Collegherà, in circa 7 minuti e mezzo di viaggio, il centro città e l’aeroporto, effettuando un’unica fermata intermedia presso Bertalia-Lazzaretto, la grande area urbana in corso di riqualificazione destinata ad ospitare nuovi insediamenti residenziali e commerciali, nonché nuove aule e laboratori universitari ed un nuovo studentato.

A livello tecnico il people mover è un sistema di trasporto rapido di massa a guida vincolata, ad alimentazione elettrica, totalmente automatico, ossia senza conducente, dotato di porte di banchina a protezione dei passeggeri.

Questo tipo di infrastruttura assicura una connessione:

  • Veloce – soli 7’20’’ il tempo percorrenza dalla Stazione Centrale all’Aeroporto
  • Frequente – 3’45’’ il tempo medio di attesa
  • Affidabile – il percorso è interamente su sede propria: un binario dedicato esclusivamente a questo mezzo
  • Confortevole – le vetture sono appositamente disegnate per le esigenze dell’utenza aeroportuale
  • Facilmente riconoscibile – le stazioni saranno in prossimità del terminal aeroportuale e dei binari dell’Alta Velocità a Bologna Centrale, con segnaletica dedicata

Sito istituzionale

Vernice acrilica

Qualche decennio fa la vernice protettiva per eccellenza, solitamente utilizzata sui mobili, era quella a base poliuretanica, un tipo di prodotto che, una volta perfettamente essiccato, creava uno strato plastico abbastanza resistente anche se non poteva essere verniciato. Le finiture trasparenti dei mobili venivano realizzate con questa tipologia negli anni ’50, ’60 e ’70.

Un ritrovato moderno è la vernice acrilica che viene ottenuta attraverso la miscela di resine acriliche, più sottili rispetto alle poliuretaniche, e polimeri (polveri) di colore, atti a produrre la tonalità desiderata. Questi prodotti presentano oggi un’ampia scelta grazie alle macchine tintometriche. Le vernici acriliche sono di due tipologie distinte: quelle a base acqua e quelle a base solvente. Ecco le principali caratteristiche che le contraddistinguono:

  • devono essere diluite in diversa maniera, o con acqua o con diluente specifico per vernici acriliche;
  • posseggono essiccazioni differenti per tempistiche. Quelle a solvente necessitano di circa 16 ore, quelle ad acqua di 3 ore;
  • hanno destinazioni differenti. Le versioni a solvente sono più adatte per un utilizzo esterno o sui metalli, mentre quelle ad acqua sono preferibili per uso interno o per la tintura del legno grezzo.
  • hanno due odori differenti: le vernici a base d’acqua sono quasi profumate e non emanano alcun vapore forte. Al contrario quelle a solvente presentano un odore molto forte e necessitano di aria corrente per smorzarlo, specie quando si presentano ancora fresche.