Author Archives: NoiceBelowZero

Gare Telematiche per la PA

Scatta l’obbligo di utilizzo delle Gare Telematiche per la PA

Il 18 ottobre 2018 scatta l’obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione degli appalti delle Pubbliche Amministrazioni Italiane.

L’art. 22 della direttiva comunitaria 2014/24/EU sugli appalti pubblici, introduce l’obbligo di abbandono della modalità di comunicazione cartacea tra stazioni appaltanti e imprese in tutta la fase di gara.

L’introduzione dei mezzi elettronici di comunicazione è considerato lo strumento in grado di accrescere l’efficacia e la trasparenza delle procedure di appalto. La stessa direttiva invita gli Stati membri a provvedere affinché tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni tra stazioni appaltanti e imprese siano eseguiti utilizzando mezzi elettronici, i quali garantiscono l’integrità dei dati e la riservatezza.

Viene quindi introdotto l’obbligo di trasmissione di bandi e avvisi per via elettronica in tutte le fasi della procedura, compresa la trasmissione di richieste di partecipazione e presentazione delle offerte.

La legge di recepimento Italiana, il D.Lgs. 50/2016  del 18 aprile (Codice dei contratti pubblici), recepisce con l’art. 40 l’obbligo di utilizzo immediato dei mezzi di comunicazioni elettronici per le Centrali di Committenza, mentre ne differisce l’entrata in vigore al 18 ottobre 2018 alle altre stazioni appaltanti.

Accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria

Blocco Diesel – La normativa è entrata in vigore il 1° ottobre 2018. Dal 1° ottobre al 31 marzo i veicoli più vecchi, soprattutto le auto diesel, dovranno fermarsi  gran parte della giornata nelle città più grandi in seguito all’accordo fra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Solo Regione Emilia Romagna ha deciso di cancellare il divieto di circolazione per le auto diesel Euro 4, ma i blocchi di emergenza per lo sforamento dei valori di polveri sottili nell’aria verranno attuati dopo 3 giorni e non più 4; e questi coinvolgeranno anche le auto diesel Euro 4. Inoltre verranno aumentate le cosiddette domeniche ecologiche a piedi. E’ il pacchetto di misure “Accordo di bacino padano per il miglioramento della qualità dell’aria”, varato nel giugno 2017 dalle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna  che evitano tra l’altro l’esborso di multe salate all’Unione europea.

COSA AVVIENE: In maniera permanente, nel periodo invernale  e nei giorni e orari  e nei comuni sotto elencati, non possono più circolare i veicoli diesel la cui classe ambientale arriva fino ad Euro 3 (inclusa) e successivamente avverrà anche veicoli più recenti.  Ad essi si aggiungono i divieti temporanei, più pesanti, nel caso in cui i valori di PM10 rilevati dalle centraline superino i limiti per diversi giorni consecutivi.  Non vanno sottovalutati i divieti perché le multe sono pesanti come prescrive l’articolo 7 del Codice della strada, commi 13 e 13-bis, si va da 84 a 335 euro la prima volta, e si può arrivare fino a 658 euro nei casi peggiori, oltre alla sospensione della patente fino a 30 giorni.

Si consiglia comunque di visionare tutti gli aggiornamenti sul tema nei relativi siti istituzionali.


 

In dettaglio:

Veneto

– Dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019, dalle 8.30 alle 18.30, divieto per i veicoli a benzina Euro 0 e 1, diesel fino a Euro 3 e motocicli a due tempi Euro 0.
– Dal 1° ottobre 2020 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 4;
– Dal 1° ottobre 2025 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 5.

COMUNI VENETO COINVOLTI DAI DIVIETI:
Provincia di Padova – ABANO TERME, ALBIGNASEGO, CADONEGHE, CASALSERUGO, LEGNARO, LIMENA, MASERA’ DI PADOVA, MESTRINO, NOVENTA PADOVANA, PADOVA, PONTE SAN NICOLO’, RUBANO, SACCOLONGO, SAONARA, SELVAZZANO DENTRO, TRIBANO, VIGODARZERE, VIGONZA, VILLAFRANCA PADOVANA.
Provincia di Treviso – CARBONERA, CASALE SUL SILE, CASIER, CASTELFRANCO VENETO, CONEGLIANO, MOGLIANO VENETO, MONTEBELLUNA, PAESE, PONZANO VENETO, PREGANZIOL, QUINTO DI TREVISO, RONCADE, SILEA, TREVISO, VILLORBA, ZERO BRANCO.
Provincia di Venezia – CHIOGGIA, MARCON, MARTELLAGO, MIRA, QUARTO D’ALTINO, SAN DONA’ DI PIAVE, SCORZE’, SPINEA, VENEZIA.
Provincia di Vicenza – ALTAVILLA VICENTINA, ARZIGNANO, BASSANO, BOLZANO VICENTINO, BRENDOLA, CALDOGNO, CHIAMPO, COSTABISSARA, CREAZZO, DUEVILLE, LONGARE, LONIGO, MONTEBELLO VICENTINO, MONTECCHIO MAGGIORE, MONTEVIALE, MONTICELLO CONTE OTTO, MONTORSO VICENTINO, QUINTO VICENTINO, SAREGO, SCHIO, SOVIZZO, TORRI DI QUARTESOLO, VICENZA, ZERMEGHEDO.
Provincia di Verona – BUSSOLENGO, BUTTAPIETRA, CASTEL D’AZZANO, FUMANE, GREZZANA, LAVAGNO, MEZZANE DI SOTTO, NEGRAR, PESCANTINA, SAN GIOVANNI LUPATOTO, SAN MARTINO BUON ALBERGO, SAN PIETRO IN CARIANO, SOMMACAMPAGNA, SONA, VERONA, VILLAFRANCA DI VERONA.
Altri comuni – BELLUNO, ROVIGO.

DGR 836_2017

Lombardia

Nei comuni di fascia 1 (elencati sotto) e in quelli di fascia 2 con popolazione superiore a 30.000 abitanti, cioè Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese:

– dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019 (e per gli anni successivi negli stessi sei mesi), dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, non potranno circolare le auto diesel di classe ambientale fino ad Euro 3 inclusa;
– dal 1° aprile 2019, per tutto l’anno, lunedì-venerdì 7.30-19.30, divieto per i veicoli Euro 0 a benzina e fino ad Euro 2 diesel;
– dal 1° ottobre 2020, semestre ottobre-marzo, dal lunedì al venerdì, divieto di circolazione per le auto diesel fino ad Euro 4 comprese, in tutti i comuni di fascia 1 e in quelli di fascia 2 con popolazione superiore a 30.000 abitanti;
– dal 1° ottobre 2020, per tutto l’anno, lunedì-venerdì 7.30-19.30, divieto di circolazione per tutti i veicoli a benzina fino ad Euro 1.
Nei soli comuni di fascia 1, sono in vigore divieti anche per motocicli e ciclomotori. Quelli a due tempi Euro 0 sono vietati in modo permanente (cioè 365 giorni all’anno, 24 ore su 24). Quelli a due tempi Euro 1 non possono circolare dal 1° ottobre al 31 marzo ogni anno, dal lunedì al venerdì (esclusi festivi), dalle 7.30 alle 19.30.
– Dal 1° ottobre 2025 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 5.

COMUNI LOMBARDIA FASCIA 1:
Provincia di Bergamo – ALBANO SANT’ALESSANDRO, ALZANO LOMBARDO, ARCENE, AZZANO SAN PAOLO, BERGAMO, BOLTIERE, BREMBATE, BRUSAPORTO, CANONICA D’ADDA, CISERANO, CURNO, DALMINE, FILAGO, GORLE, GRASSOBBIO, LALLIO, MONTELLO, MOZZO, NEMBRO, ORIO AL SERIO, OSIO SOPRA, OSIO SOTTO, PEDRENGO, PONTE SAN PIETRO, PONTERANICA, PONTIROLO NUOVO, RANICA, SAN PAOLO D’ARGON, SCANZOROSCIATE, SERIATE, STEZZANO, TORRE BOLDONE, TORRE DE’ ROVERI, TREVIGLIO, TREVIOLO, VERDELLINO, VILLA DI SERIO.
Provincia di Brescia – BORGOSATOLLO, BOTTICINO, BOVEZZO, BRESCIA, CASTEL MELLA, CASTENEDOLO, CELLATICA, COLLEBEATO, CONCESIO, FLERO, GARDONE VALTROMPIA, GUSSAGO, LUMEZZANE, MARCHENO, NAVE, REZZATO, RONCADELLE, SAN ZENO NAVIGLIO, SAREZZO, VILLA CARCINA.
Provincia di Como – AROSIO, CABIATE, CANTU’, CAPIAGO INTIMIANO, CARUGO, CASNATE CON BERNATE, COMO, FIGINO SERENZA, FINO MORNASCO, GRANDATE, LIPOMO, MARIANO COMENSE, NOVEDRATE, SENNA COMASCO.
Provincia di Cremona – BONEMERSE, CASTELVERDE, CREMONA, DOVERA, GADESCO PIEVE DELMONA, GERRE DE’ CAPRIOLI, MALAGNINO, PERSICO DOSIMO, SESTO ED UNITI, SPINADESCO.
Provincia di Lecco – AIRUNO, BRIVIO, CALCO, CERNUSCO LOMBARDONE, IMBERSAGO, LOMAGNA, MERATE, OLGIATE MOLGORA, OSNAGO, PADERNO D’ADDA, ROBBIATE, VERDERIO INFERIORE, VERDERIO SUPERIORE.
Provincia di Lodi – BOFFALORA D’ADDA, CORNEGLIANO LAUDENSE, CORTE PALASIO, LODI, LODI VECCHIO, MONTANASO LOMBARDO, SAN MARTINO IN STRADA, TAVAZZANO CON VILLAVESCO.
Provincia di Monza e Brianza – AGRATE BRIANZA, ARCORE, BARLASSINA, BERNAREGGIO, BOVISIO MASCIAGO, BRUGHERIO, CAPONAGO, CARATE BRIANZA, CARNATE, CESANO MADERNO, CONCOREZZO, DESIO, GIUSSANO, LENTATE SUL SEVESO, LIMBIATE, LISSONE, MEDA, MONZA, MUGGIO’, NOVA MILANESE, RONCO BRIANTINO, SEREGNO, SEVESO, USMATE VELATE, VAREDO, VEDANO AL LAMBRO, VERANO BRIANZA, VILLASANTA, VIMERCATE.
Area metropolitana di Milano – ARESE, ASSAGO, BARANZATE, BOLLATE, BRESSO, BUCCINASCO, CANEGRATE, CARUGATE, CERNUSCO SUL NAVIGLIO, CERRO MAGGIORE, CESANO BOSCONE, CESATE, CINISELLO BALSAMO, COLOGNO MONZESE, CORMANO, CORSICO, CUSANO MILANINO, GARBAGNATE MILANESE, LAINATE, LEGNANO, MILANO, NERVIANO, NOVATE MILANESE, OPERA, PADERNO DUGNANO, PARABIAGO, PERO, PESCHIERA BORROMEO, PIOLTELLO, POGLIANO MILANESE, RESCALDINA, RHO, ROZZANO, SAN DONATO MILANESE, SAN GIORGIO SU LEGNANO, SAN VITTORE OLONA, SEGRATE, SENAGO, SESTO SAN GIOVANNI, SETTIMO MILANESE, VIMODRONE.
Provincia di Mantova – BAGNOLO SAN VITO, BIGARELLO, BORGOFORTE, CASTEL D’ARIO, CASTELLUCCHIO, CURTATONE, MANTOVA, MARMIROLO, PORTO MANTOVANO, RODIGO, RONCOFERRARO, ROVERBELLA, SAN GIORGIO DI MANTOVA, VIRGILIO.
Provincia di Pavia – BORGARELLO, CARBONARA AL TICINO, CERTOSA DI PAVIA, CURA CARPIGNANO, MARCIGNAGO, MEZZANINO, PAVIA, SAN GENESIO ED UNITI, SAN MARTINO SICCOMARIO, SANT’ALESSIO CON VIALONE, TORRE D’ISOLA, TRAVACO’ SICCOMARIO, VALLE SALIMBENE.
Provincia di Varese – BUSTO ARSIZIO, CARONNO PERTUSELLA, CASSANO MAGNAGO, CASTELLANZA, GALLARATE, GERENZANO, ORIGGIO, SAMARATE, SARONNO, UBOLDO.

dgr+6675+del+7+giugno+2017

allegato+dgr+6675

Piemonte

I divieti valgono per Torino e i comuni sotto indicati.
– Sempre vietata la circolazione di autovetture e veicoli commerciali Euro 0;
– Per tutto l’anno, dalle 8 alle 19, vietata la circolazione delle auto diesel Euro 1 e 2;
– Dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019, dalle 8 alle 19, divieto per i veicoli diesel Euro 3.
– Dal 1° ottobre 2020 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 4;
– Dal 1° ottobre 2025 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 5.

COMUNI PIEMONTE COINVOLTI DAI DIVIETI:
Area metropolitana di Torino – ALPIGNANO, BEINASCO, BORGARO TORINESE, CAMBIANO, CANDIOLO, CARIGNANO, CARMAGNOLA, CASELLE TORINESE, CHIERI, CHIVASSO, COLLEGNO, DRUENTO, GRUGLIASCO, IVREA, LA LOGGIA, LEINI’, MAPPANO, MONCALIERI, NICHELINO, ORBASSANO, PECETTO TORINESE, PIANEZZA, PINO TORINESE, RIVALTA DI TORINO, RIVOLI, SAN MAURO TORINESE, SANTENA, SETTIMO TORINESE, TORINO, TROFARELLO, VENARIA REALE, VINOVO, VOLPIANO.
Comuni altre province – ALESSANDRIA (AL), CASALE MONFERRATO (AL), NOVI LIGURE (AL), TORTONA (AL), ASTI (AT), BIELLA (BI), ALBA (CN), BRA (CN), NOVARA (NO), TRECATE (NO), VERCELLI (VC).

dgr_05139_930_05062017

http://www.regione.piemonte.it/ambiente/aria/

Emilia-Romagna

Inizialmente era previsto anche il blocco immediato per i diesel Euro 4, poi revocato. Inoltre, ci sono le domeniche ecologiche: gli stessi divieti si applicano ogni prima domenica del mese, escluso dicembre.  Limitazioni anche per GPL e metano. Questi sono i divieti:
– Dal 1° ottobre 2018 al 31 marzo 2019, dalle 8.30 alle 18.30, divieto per i veicoli a benzina Euro 0 e 1, diesel fino a Euro 3 e motocicli a due tempi Euro 0.
– Dal 1° ottobre 2020 i divieti si estenderanno ai veicoli diesel Euro 4, a benzina Euro 2, ai veicoli a GPL e metano fino ad Euro 1.
– Dal 1° ottobre 2025 i divieti si estenderanno ai diesel Euro 5.

COMUNI EMILIA-ROMAGNA COINVOLTI DAI DIVIETI:
Area metropolitana di Bologna – ARGELATO, BOLOGNA, CALDERARA DI RENO, CASALECCHIO DI RENO, CASTEL MAGGIORE, CASTENASO, GRANAROLO DELL´EMILIA, OZZANO DELL´EMILIA, PIANORO, SAN LAZZARO DI SAVENA, SASSO MARCONI, ZOLA PREDOSA.
Altri comuni – CASTELFRANCO EMILIA (MO), CARPI (MO), CENTO (FE), CESENA, FAENZA (RA), FERRARA, FORLÌ, FORMIGINE (MO), IMOLA (BO), LUGO (RA), MODENA, PARMA, PIACENZA, RAVENNA, REGGIO EMILIA, RICCIONE (RN), RIMINI, SASSUOLO (MO).

Nuovo accordo BAC-PAD_2017 _firmato

Posta elettronica certificata e fatturazione elettronica

Dal 2012 la posta certificata è diventata il un nuovo strumento di comunicazione  tra attività produttive, imprese (di ogni dimensione) e amministrazioni pubbliche. Con il Decreto Legge 179 del 2012 – convertito poi nella Legge 221 del 2012 – tutte le aziende, i professionisti e le PA devono dotarsi di una casella PEC, onde evitare di essere sanzionati.

Per i professionisti iscritti a un albo (giornalisti, geometri, ingegneri, architetti, ecc.) l’obbligo di avere un’email PEC è scattato già nel 2009. Ditte individuali. Da fine giugno 2013 tutte le Partite IVA e tutte le ditte individuali devono aver dichiarato il proprio indirizzo di posta certificata al registro imprese. Ovviamente, l’obbligatorietà della PEC vale anche per tutte le nuove P.IVA e nuove ditte aperte dal luglio 2013 in poi Società. Discorso analogo per le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione. PMI e grandi imprese, dunque, hanno l’obbligo di aver attivo una casella PEC sin dal novembre 2011 e comunicato al registro imprese il loro indirizzo.  Enti pubblici. Gli enti della Pubblica Amministrazione sono stati i primi a dover adempiere all’obbligo di creare una PEC . Con il Decreto Legge 193 del 2016, poi, è stato stabilito che le notifiche relative agli avvisi e atti del fisco siano inviate via email PEC. L’obbligo di notifica con posta certificata è valido per imprese, professionisti e ditte individuali, ma anche i singoli cittadini ne possono far richiesta, dopo aver adeguatamente indicato l’indirizzo alla sede dell’Agenzia delle Entrate di competenza.

La legge di bilancio 2018 ha introdotto, a far data dall’1 Gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica anche per le cessioni e/o prestazione di beni e di servizi tra soggetti titolari di partita IVA. Tale legge prevede che la fattura elettronica, in formato XML, sia l’unico strumento riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, perciò le fatture emesse con modalità diverse, saranno intese come non ricevute.

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018, intitolato “Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere e per l’attuazione delle ulteriori disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 6bis e ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127”,

  • 1) nella parte “Motivazioni”, così recita: “Per consentire al SdI di recapitare la fattura elettronica alla controparte, l’emittente deve compilare nel file della fattura il campo “CodiceDestinatario” valorizzandolo con il codice numerico di 7 cifre ovvero con il codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche del presente provvedimento e la PEC del cessionario/committente. Nel caso in cui la fattura elettronica è destinata ad un consumatore finale, un soggetto IVA rientrante nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente può valorizzare solo il campo “CodiceDestinatario” con il codice convenzionale e la fattura viene recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file su apposita area web riservata dell’Agenzia delle entrate.

Similarmente, al fine di prevenire i casi in cui il cessionario/committente IVA non riesca a dotarsi di PEC ovvero non abbia attivato un canale telematico “web service” o FTP con SdI, ovvero non ricorra ad un intermediario in grado di ricevere con tali modalità e per suo conto le fatture elettroniche, queste ultime sono messe a disposizione del destinatario su apposita area web riservata dell’Agenzia delle entrate: in tale ultimo caso, il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare al cessionario/committente che la fattura è acquisibile dalla citata area autenticata. Al momento in cui cessionario/committente prende visione della fattura nell’area autenticata, il SdI ne dà comunicazione al soggetto trasmittente.”

  • 2) Al punto 3 (recapito della fattura elettronica) aggiunge che “Comunque, il cedente/prestatore consegna direttamente al cliente consumatore finale una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate

Quindi, nella ipotesi di cessioni nei confronti di consumatore finale,

  • A) se il cliente è provvisto di indirizzo PEC, non c’è bisogno di alcun codice identificativo (che comunque va valorizzato con “0000000”) e non c’è neppure bisogno di consegnare la copia della fattura, che sarà recapitata all’indirizzo di PEC indicato nella fattura elettronica;
  • B) se il cliente non è provvisto di PEC vale quanto sopra detto ai punti 1) e 2).

 

DOCUMENTO DELL’AGENZIA SCARICABILE:  Guida_La+fattura_elettroniva_e_i_servizi_gratuiti_dell’Agenzia_delle_Entrate

CANALE YOUTUBE TUTORIAL

 

Giornata dedicata al Facility Management

Il Facility Management Day favorisce una giornata di confronto dedicata a tutti coloro che operano in questo mondo. Un’agenda di conferenze e tavole rotonde studiate per approfondire i temi di maggior interesse: innovazione in azienda; le nuove frontiere tecnologiche della blockchain e dell’IoT; l’intelligenza emotiva come strumento per creare l’ufficio ideale; opportunità e rischi del coworking; la necessità di comunicare il valore del ruolo del Facility Manager alla C-suite e il ruolo del FM nella gestione di una smart city.

La registrazione può essere effettuata a questo link.

Verso la ripresa edile

La previsione dell’Ance per il 2018 è di un aumento dell’1,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni su base annua. Il 2018 potrà rappresentare un punto di svolta per il settore delle costruzioni. Le misure per il rilancio degli investimenti territoriali, l’avvio del programma piano Casa Italia, la ricostruzione del Centro Italia e gli incentivi fiscali potranno manifestare i loro effetti sui livelli produttivi. Fonte: ANCE Ass. Naz. Costruttori Edili. Scarica il documento dal sito assindca.it oppure da questo Osservatorio congiunturale industria costruzioni.

 

 

Bollo auto europeo e Telepass europeo in arrivo.

La novità se venisse approvata è attesa per il 2026, con il nuovo bollo auto europeo l’importo della tassa dipenderà da quanto si inquina e da quanto si usa l’auto. La discussione in corso sul bollo auto europeo dimostra come il processo di armonizzazione e di semplificazione della normativa a livello comunitario prosegua.  Il bollo auto oggi è una tassa locale sul possesso dell’auto e viene calcolato considerando la potenza del mezzo e la sua classe di inquinamento.

La proposta presentata dal Parlamento Europeo ribalta questa situazione: il bollo auto europeo sarà legato ai chilometri percorsi. Il principio che sta dietro alla proposta è semplice: far pagare di più chi usa l’auto più spesso e quindi inquina di più. I criteri usati per il calcolo del bollo auto saranno gli stessi in tutta la UE e gli Stati dovranno stabilire delle tariffe legate alle emissioni di CO2.

Il percorso che potrebbe portare all’arrivo del bollo auto europeo è ancora lungo. La proposta discussa dalla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo dovrà essere analizzata anche dal Consiglio Europeo prima che il testo riceva il via libera per la negoziazione con gli Stati membri. Una volta approvata l’introduzione del bollo chilometrico, la novità sarà applicata prima nei confronti dei mezzi pesanti già dal 2023 e successivamente dal 2026 per gli altri mezzi privati, auto e moto.

  In arrivo anche il Telepass europeo:  la Commissioni Trasporti del Parlamento Europeo ha infatti proposto l’introduzione di un Telepass unico valido in tutti i Paesi dell’Unione.  Le società di gestione delle autostrade dovranno fornire ad automobilisti e autotrasportatori un unico dispositivo compatibile con i sistemi di pedaggio presenti in tutta l’Unione. Secondo le stime, il Telepass europeo farà risparmiare circa 370 milioni di euro ogni anno ai cittadini europei che si spostano all’estero e 150 milioni di euro l’anno alle società che gestiscono le reti autostradali.