Perché può gelare anche quando il termometro segna più di zero?
Guardiamo il termometro: tre gradi. Nessun problema di gelo verrebbe spontaneo pensare. Non è necessariamente così, la temperatura indicata dalle previsioni meteorologiche o dal termometro dell’automobile è generalmente la temperatura dell’aria. Ma l’asfalto, il cemento, il metallo, il parabrezza di un’automobile e il terreno possono avere temperature differenti ed è la temperatura della superficie a determinare se l’acqua presente su quella superficie può congelare.
L’aria e il terreno non si raffreddano nello stesso modo
Durante il giorno il Sole trasferisce energia alla superficie terrestre. Dopo il tramonto il processo cambia, il terreno e gli oggetti cominciano a perdere energia. Nelle notti serene questo raffreddamento può essere particolarmente efficace, le nuvole infatti, possono limitare la perdita di calore in loro assenza una superficie esposta può raffreddarsi rapidamente. Per questo motivo si distingue tra air frost, quando la temperatura dell’aria scende sotto zero, e ground frost, quando è la superficie a raggiungere temperature inferiori allo zero. Può quindi verificarsi gelo al suolo anche quando la temperatura dell’aria rimane leggermente positiva. È lo stesso fenomeno che può farci trovare al mattino il parabrezza ghiacciato nonostante il termometro dell’automobile indichi una temperatura superiore a zero.
Non tutte le superfici sono uguali
Asfalto, cemento, terreno, erba e metallo assorbono e rilasciano calore in maniera differente. Anche l’esposizione al cielo, il vento, l’umidità, la radiazione solare ricevuta durante il giorno e le caratteristiche costruttive influenzano l’andamento della temperatura. Per chi deve gestire strade e infrastrutture, quindi, conoscere soltanto la temperatura dell’aria non è sufficiente. I moderni sistemi RWIS — Road Weather Information Systems utilizzano sensori che possono rilevare temperatura dell’aria e della pavimentazione, precipitazioni e altre condizioni della superficie, consentendo di valutare in maniera molto più precisa il rischio di formazione del ghiaccio.
Il momento critico può arrivare prima di quanto pensiamo
Quando la temperatura della superficie si avvicina allo zero e contemporaneamente è presente acqua o sufficiente umidità, le condizioni possono cambiare rapidamente. È proprio qui che cambia anche il modo di affrontare il problema. La moderna gestione invernale distingue infatti tra de-icing, cioè intervenire sul ghiaccio già presente, e anti-icing, cioè intervenire preventivamente per ostacolare la formazione e soprattutto il legame del ghiaccio con la pavimentazione. La temperatura della pavimentazione uno degli elementi fondamentali per decidere quando effettuare un trattamento preventivo. In altre parole, la domanda corretta non è soltanto: “Quanti gradi ci sono?” ma: “Qual è la temperatura della superficie e che cosa succederà nelle prossime ore?” Ed è proprio questa differenza a trasformare la gestione del ghiaccio da intervento d’emergenza a prevenzione.





