L’olio motore non serve soltanto a “lubrificare”

L’olio motore non serve soltanto a “lubrificare”

Quando pensiamo all’olio motore, pensiamo quasi automaticamente alla lubrificazione. È corretto, ma incompleto. Dietro un gesto apparentemente semplice, come controllare o sostituire l’olio, si nasconde infatti un fluido chiamato a svolgere diversi compiti contemporaneamente. All’interno del motore convivono movimento, pressione, variazioni di temperatura e contaminanti derivanti dal funzionamento. Il lubrificante deve riuscire a lavorare in tutte queste condizioni. Il suo compito principale rimane quello di ridurre attrito e usura, separando, per quanto possibile, le superfici in movimento. Ma il suo lavoro non finisce qui.

Ridurre attrito e usura

All’interno del motore numerose parti si muovono l’una rispetto all’altra. Il film lubrificante contribuisce a impedire che le superfici lavorino continuamente a contatto diretto. È un equilibrio delicato: lo spessore e il comportamento del film dipendono, tra le altre cose, da viscosità, temperatura, velocità e carico. Nel gruppo pistone-cilindro, per esempio, il comportamento del film d’olio può avere un ruolo importante nel determinare le perdite per attrito.

Contribuire a controllare il calore

L’olio circola attraverso zone del motore sottoposte a temperature differenti. Nel farlo può anche trasportare calore, contribuendo alla gestione termica di componenti che non possono affidarsi esclusivamente al circuito di raffreddamento. La capacità di contribuire al controllo della temperatura è quindi una delle funzioni complementari del lubrificante.

Proteggere le superfici

Un motore deve essere protetto non soltanto dall’usura meccanica. Le superfici metalliche possono essere interessate anche da fenomeni corrosivi e ossidativi. La formulazione del lubrificante contribuisce quindi a proteggerle, mantenendo più a lungo le caratteristiche richieste ai componenti.

Lavorare a freddo e a caldo

Qui emerge una delle sfide più importanti. Al momento dell’avviamento l’olio può essere relativamente freddo. Quando il motore raggiunge la temperatura di esercizio, invece, le condizioni cambiano radicalmente. La viscosità varia con la temperatura e influenza il comportamento del film lubrificante. Nei motori sottoposti a condizioni particolarmente severe diventano rilevanti anche pressione e sollecitazioni di taglio. Per questo il lubrificante deve essere scelto in funzione delle specifiche previste dal costruttore del veicolo, non semplicemente sulla base dell’idea che un olio “più denso” o “più fluido” sia necessariamente migliore.

Convivere con un ambiente difficile

L’interno di un motore non è un ambiente tranquillo. Il lubrificante viene continuamente fatto circolare, riscaldato, raffreddato e sottoposto a sollecitazioni meccaniche e chimiche. Deve quindi mantenere le proprie caratteristiche in condizioni molto diverse tra loro. Un moderno olio motore è per questo una vera formulazione tecnica, non semplicemente un liquido oleoso. Olio base e additivi vengono combinati per ottenere determinate caratteristiche e prestazioni. La viscosità e la chimica degli additivi possono infatti influenzare il comportamento tribologico dei componenti, compresi attrito e usura.

Perché esistono così tanti oli differenti?

A questo punto diventa più semplice comprenderlo. Motori diversi possono avere architetture, materiali, tolleranze, temperature operative e requisiti differenti. Non esiste quindi necessariamente un unico lubrificante adatto a qualsiasi motore. Ecco perché sulle confezioni troviamo sigle, gradazioni e specifiche. Non sono semplicemente dettagli commerciali: servono a identificare caratteristiche e requisiti del prodotto e a indicare per quali condizioni di utilizzo è stato progettato. Capire il significato di queste indicazioni è quindi il primo passo per capire davvero che cosa stiamo mettendo dentro il nostro motore.